Come scegliamo i libri che pubblichiamo
Dietro la copertina
Come scegliamo i libri che pubblichiamo: il metodo Giaconi (e perché non è mai casuale)
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C’è una domanda che ci sentiamo fare almeno una volta a settimana: «Ma come si fa a scegliere quali libri pubblicare?». Spesso chi ce lo chiede pensa che dietro ci sia un colpo di fortuna o un trend di mercato. La risposta vera è meno spettacolare, ma molto più interessante.
In una casa editrice indipendente come Giaconi Editore, scegliere un manoscritto significa scegliere una voce. E scegliere una voce significa prendersi una responsabilità: quella di portarla in libreria, di raccontarla al pubblico e di metterci la faccia. Scegliamo solo dopo aver letto e riletto, esserci confrontati e posti domande. È di questo processo che vogliamo parlarti oggi.
Editoria indipendente non significa «pubblichiamo tutto»
Esiste un’idea diffusa, e profondamente sbagliata, che una piccola casa editrice marchigiana come Giaconi pubblichi qualunque cosa le venga proposta. Come se «indipendente» fosse sinonimo di «non selettivo». È vero l’esatto contrario.
Proprio perché siamo una struttura piccola, ogni scelta sbagliata pesa il doppio. Non abbiamo un catalogo sterminato, per cui ogni titolo che pubblichiamo deve avere una ragione precisa per esistere accanto agli altri. È un lavoro di curatela, prima che di stampa.
Lo diciamo perché questo punto è il cuore del rapporto di fiducia con chi ci legge. Se prendi in mano un libro Giaconi, sai che è passato attraverso una selezione.
Le tre domande che ci facciamo sempre prima di dire sì
Ogni manoscritto che arriva sul nostro tavolo (e ne arrivano molti più di quanti immagini) viene letto da uno di noi, valutato e, se ci ha colpito, proposto agli altri. La scelta di pubblicare di solito nasce da un confronto fra i vari pareri che ci sono in casa editrice, e da alcune domande che ci poniamo sempre.
1. Questa storia esisterebbe senza chi l’ha scritta?
È la domanda più importante. Cerchiamo libri che non potrebbero essere scritti da nessun altro. Vogliamo sentire dietro le parole un mondo, una voce, una postura. Non importa se l’autore è esordiente o ha già pubblicato: importa che dietro il manoscritto ci sia una necessità autentica di raccontare qualcosa. Quando una storia potrebbe essere scritta da chiunque, di solito è una storia che non lascia traccia.
2. Parla a chi siamo?
Giaconi Editore nasce nelle Marche e per le Marche, ma non solo. Pubblichiamo libri che dialogano con il nostro territorio (narrativa, saggistica, illustrati per bambini, memorie, viaggi) e che allo stesso tempo possono parlare a chiunque le Marche le abbia solo attraversate o le voglia scoprire. Cerchiamo storie radicate, che raccontano il luogo da cui partono senza diventare cartoline.
3. Tra cinque anni sarà ancora un libro che ha senso avere in catalogo?
È la domanda più scomoda, perché ci costringe a uscire dalla logica della novità. Un libro Giaconi deve poter restare. Cerchiamo titoli che possano essere riletti, regalati, scoperti anche tra qualche anno, andando oltre le mode. È il motivo per cui dedichiamo settimane (a volte mesi) alla decisione.
«Ma se è un esordiente, ci credete davvero?»
Sì, una parte significativa del nostro catalogo è fatta di voci esordienti o poco conosciute, per una scelta editoriale.
Spesso, dietro un libro che ti emoziona, c’è un autore al primo passo. Pensiamo a Sul sentiero della frittella di banane di Martino Buran, o a Ma la memoria è dolce di Federica Sargolini, o ancora a Gli occhiali di Francesca Faraoni: tre voci che la grande editoria avrebbe potuto facilmente non vedere. Le abbiamo scelte perché avevano qualcosa da dire e sapevano come dirlo.
Pubblicare un esordiente significa, per noi, accompagnarlo davvero. Spiegare come funziona il mondo editoriale, quali passi precedono la pubblicazione, consigliarlo sul modo migliore di promuovere la sua opera è importante per un esordiente.
Cosa non fa parte del nostro metodo
È utile dirlo, perché lo siamo spesso chiesti. Quando valutiamo un manoscritto, non ci basiamo su:
- Il numero di follower dell’autore sui social (un buon libro non si riconosce da una bio).
- Le tendenze del momento (se un genere è caldo, di solito è troppo tardi per inseguirlo).
- Far pagare per pubblicare (siamo noi a investire su un libro in cui crediamo).
Lo diciamo con chiarezza perché sappiamo che molte persone si avvicinano al mondo dell’editoria indipendente con un misto di curiosità e diffidenza. La trasparenza, per noi, è una parte importante del lavoro.
Il metodo è anche un luogo: la Piccola libreria delle Marche
Parte di ciò che ci permette di scegliere bene sono le persone che incontriamo ogni giorno alla Piccola libreria delle Marche, la nostra libreria a Recanati. Non è solo un punto vendita: è il termometro di ciò che funziona, di ciò che emoziona, di ciò che le persone cercano davvero. Quando un libro passa la prova del banco, quando un lettore lo riprende, lo regala, ne parla, sappiamo di avere scelto bene.
In fondo, è una questione di sguardo
Scegliere un libro non è una scienza esatta e un successo, in editoria, non è mai garantito.
Il nostro metodo, però, garantisce che ogni libro pubblicato da Giaconi Editore sia stato selezionato con attenzione, che sia stato scelto perché qualcuno, in casa editrice, ha alzato la mano e ha detto «questo merita».
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