Ma la memoria è dolce
Ma la memoria è dolce
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Trama
Trama
Due vite, due prigionie, un solo filo ad unirle: la memoria.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, le campagne marchigiane diventano rifugio e teatro silenzioso di alleanze inaspettate. Tra le pagine di un’attenta narrazione si incrocia il destino di due prigionieri della Seconda Guerra Mondiale: un soldato inglese in fuga accolto dai contadini e un artigliere italiano deportato nei lager tedeschi. Due destini paralleli, narrati attraverso fonti familiari, lettere e diari inediti, si intrecciano in un romanzo che unisce ricostruzione storica e intensità emotiva. Al centro del racconto, la solidarietà rurale ai nemici, la dignitosa resistenza degli Internati Militari Italiani e la quotidianità di una civiltà contadina travolta dalla guerra e poi cancellata dalla modernità. Un romanzo che restituisce voce e dignità a chi ha vissuto la guerra lontano dai riflettori, ma al centro della Storia.
"Non sai quanto me piace di sapere che sono ricordato di tutti. Si tocca il cuore, e sento le lacrime negli occhi. Quanto fui contento insieme con un popolo sincero. Ebbene, così è la vita, e la strada è dura".
Autore
Autore
Federica Sargolini (1972) insegna Storia e Filosofia al Liceo Scientifico “G. Galilei” di Macerata. Pianista e dottore di ricerca in Storia della Scienza, ha concentrato i suoi studi sul rapporto tra Scienza e Musica all’epoca della rivoluzione scientifica del Seicento. È un’avida lettrice e da sempre coltiva l’amore per le storie che danno voce al passato, intrecciando nei suoi scritti il rigore della ricerca con la forza evocativa del ricordo.

Commento
Il testo, di ottima confezione tipografica, presenta due monumenti, con un ricco contorno di sobrie narrazioni, che ne disciplinano la vastità tematica e il rischio della retorica.
Come nella migliore arte dei monumenti, il personaggio-eroe si staglia e si erge, poggiando su un solido piedistallo istoriato su tutti i lati, dove scorre l’esistenza, fatta di un tempo amico che ricorre e di una intensa quotidianità affettiva.
In questo caso una scrittura sapiente e delicata porta alla luce una meravigliosa storia familiare, dove il paesaggio e i sentieri interpoderali prendono per mano il lettore e lo conducono verso il giustissimo finale.
Il Novecento italiano, specialmente nelle contrade marchigiane, è intriso di storie di ordinario coraggio e di rara virtù, di soldati che tengono ferma la barra della loro dignità umana, che sanno conservare una lucida pazienza, prefigurando la risoluzione della loro condizione di prigionieri nella follia della seconda guerra mondiale.
Le colline dell’entroterra, nella realtà e nella nostalgia della memoria, sono lo sfondo della solidarietà, sono i luoghi dove si addensa un’etica istintiva e dove sorge un linguaggio formativo, per gli individui e le generazioni.
Un tributo, in forma di fiori di campo, all’autrice, Federica Sargolini, che, colta, pensosa e con un cassetto fortunato di fonti , ha saputo sostenere una così prolungata ispirazione.
Angelo Verdini