Dove andare quando fa caldo nelle Marche: tre rifugi che non sono il mare

Dove andare quando fa caldo nelle Marche: tre rifugi che non sono il mare

Radici

Dove andare quando fa caldo nelle Marche: tre rifugi che non sono il mare

Giaconi Editore 4 agosto 2026 4 min di lettura

In questo momento preferisci ascoltare? Segui l’articolo in versione audio.

Ad agosto, quando il termometro sulla costa supera i trenta gradi anche di sera, le Marche sanno offrire dei ripari naturali dal caldo. Bastano un’ora, forse due, di macchina dall’Adriatico per raggiungerli, e nessuno richiede attrezzatura da montagna. Sono anche tre luoghi che si prestano bene a una giornata con bambini, cosa che d’agosto, tra ombrelloni e code per la doccia in spiaggia, non è affatto scontata.

Le Grotte di Frasassi, quattordici gradi tutto l’anno

Il 25 settembre 1971 lo speleologo Rolando Silvestri, durante una spedizione del CAI di Ancona guidata da Giancarlo Cappanera, trovò un’apertura nella montagna da cui usciva un getto d’aria troppo forte per essere ignorato. Dietro c’era la Grotta Grande del Vento, l’ingresso di quello che oggi è il complesso ipogeo più esteso d’Europa: trenta chilometri di cavità sotto Genga, di cui un chilometro e mezzo aperto al pubblico dal 1974. Dentro, la temperatura resta a quattordici gradi tutto l’anno, con un’umidità che sfiora il novanta per cento. Non serve una giacca pesante, ma un maglione leggero sì. Mentre fuori si suda, qui si torna a respirare.

Il percorso guidato è lungo circa un chilometro e mezzo, illuminato e attrezzato con passerelle, e dura poco più di un’ora: non ci sono tratti in arrampicata né passaggi stretti, il che lo rende uno dei pochi luoghi delle Marche dove il caldo si sconfigge senza fatica fisica. La Grotta Grande del Vento che Silvestri trovò per caso è così vasta da contenere, secondo le misurazioni ufficiali, l’intero Duomo di Milano. E se la storia della scoperta della grotta vi ha incuriosito, la trovate raccontata ai più piccoli in Nel cuore della roccia.

Le cascatelle di Sarnano, sparite e ritrovate

A Sarnano il torrente Tennacola scende dai Sibillini formando tre piccoli salti, disposti su quella che viene oggi chiamata la Via delle cascate perdute: la Cascata dell’Antico Molino, quella “de lu Vagnatò” e le Cascatelle dei Romani, tutte a pochi minuti dal centro storico. Per anni la vegetazione le aveva richiuse, e in paese in molti sapevano che c’erano senza più andarci. Sono tornate visibili solo nel 2020, dopo un lavoro di pulizia dei sentieri: un ritrovamento più che una scoperta, il genere di cosa che succede quando un paese si prende cura di quello che ha già. Il percorso che le collega è lungo meno di sei chilometri, con un dislivello medio di ottanta metri: si fa in scarpe da ginnastica, non servono ramponi né esperienza.

La cascata più frequentata è quella dei Romani che, al contrario di quanto si possa pensare, non ha origini romane: il suo nome deriva dalla località in cui si trova. L’acqua del Tennacola, in agosto, resta bassa e trasparente: abbastanza per bagnarsi i piedi, non abbastanza per nuotare, il che la rende una delle poche cascate marchigiane dove un bambino di sei anni può avvicinarsi senza che un adulto trattenga il fiato.

Le Gole dell’Infernaccio, dove nasce il Tenna

Tra il Monte Priora e il Monte Sibilla, il fiume Tenna ha scavato una gola stretta che si può esplorare camminando. Lungo il sentiero si incontrano le Pisciarelle, rivoli d’acqua che sgorgano direttamente dalla roccia. Si prosegue poi fino a Capotenna, dove si trovano le sorgenti del fiume e il paesaggio si apre. Chi cammina dentro la gola, con l’acqua gelida che scorre a un metro dal sentiero, può rinfrescarsi anche quando fuori il caldo è insopportabile.

Delle tre mete è quella che richiede più gambe: un’ora e mezza di andata, altrettante al ritorno, con un dislivello che sale da 953 a 1.150 metri. Niente di impossibile, ma nemmeno una passeggiata leggera. Chi cammina con bambini piccoli può fermarsi prima, alle Pisciarelle, senza sensi di colpa: la Valleria, la zona ai piedi del Monte Sibilla, offre un panorama spettacolare.

Una guida che non si ferma qui

Le Marche con i bambini raccoglie questi tre luoghi insieme a molti altri, selezionati con un solo criterio: essere davvero raggiungibili con un bambino al seguito, senza promesse che poi sul sentiero si rivelano eccessive. Le autrici, Silvia Alessandrini Calisti, Vissia Lucarelli e Lucia Paciaroni, hanno costruito una guida pensata per le famiglie, ma le indicazioni valgono per chiunque cerchi un’alternativa fresca senza dover organizzare una spedizione. Frasassi, le cascatelle di Sarnano e l’Infernaccio sono solo l’inizio di un elenco molto più lungo, che copre l’intera regione: dalla costa all’entroterra, dai musei ai percorsi in bicicletta, con la stessa attenzione a distanze reali e difficoltà dichiarate senza sconti. È il tipo di libro che si tiene in macchina più che in libreria, sempre a portata di mano quando manca un’idea per il weekend.

La guida per famiglie in giro per le Marche

Le Marche con i bambini

€12 · Guida · Silvia Alessandrini Calisti, Vissia Lucarelli, Lucia Paciaroni

Cinque sezioni, una per provincia, con luoghi, percorsi e consigli pratici verificati sul campo da tre blogger marchigiane. Pensata per famiglie con bambini da 0 a 13 anni.


Scopri altri luoghi da vivere nelle Marche (e i libri giusti per raggiungerli) in tutto il catalogo Giaconi → E per non perderti le prossime uscite, seguici su Instagram.


GIACONI EDITORE
Back to blog

Leave a comment

Please note, comments need to be approved before they are published.