L’apostata

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L’apostata, apparso per la prima volta in rivista nel 1906,

è una parabola sul lavoro minorile nelle fabbriche d’America nutrita dei ricordi autobiografici dello stesso Jack London, e un vivido antefatto del suo capolavoro Martin Eden.

Johnny, il protagonista, è un ragazzino che lavora con sua madre nelle fabbriche tessili di San Francisco, con orari massacranti, senza protezioni per la salute, esposto al freddo e alle prepotenze dei sorveglianti, nonché sbeffeggiato dai suoi fratelli più piccoli. Comincia a lavorare da bambino, non conosce altro che la fabbrica ed è cresciuto ripetendo macchinalmente gli stessi movimenti, fino a diventare una bestia da soma, un ingranaggio nella potente macchina del capitalismo americano nutrito di puritanesimo: un uomo-macchina senza volontà, senza sogni, senza gioia.

Ma dalla sua lotta emergono il disegno di un carattere ribelle e il risveglio di una coscienza: a diciotto anni, ormai divenuto insensibile come le macchine che fa funzionare, Johnny decide di fermarsi. Inseguirà una sua libera “eresia” individuale, sottraendosi alla religione del lavoro che regge la retorica di sfruttamento dei suoi padroni.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE:

JACK LONDON (San Francisco, 1876 – Glen Ellen, 1916) è uno scrittore tra i più famosi e prolifici della letteratura americana. Ha scritto romanzi avventurosi e autobiografici, oltre a diversi racconti, reportage, saggi, inchieste.

Tra le sue opere: Il popolo dell’abisso (1902), Il richiamo della foresta (1903), Zanna Bianca (1906), Il tallone di ferro (1908), Martin Eden (1909).

Descrizione

Dettagli

Anno di pubblicazione

2021

A cura di

Stella Sacchini e Fabio Pedone

Traduzione

Le allieve e gli allievi del Liceo “Da Vinci" di Civitanova Marche

Autore

Jack London

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