Immagine di una bambina che legge un libro

Le Marche dei ragazzi: crescere in un posto e avere voglia di esplorarlo

Famiglie che Leggono

Le Marche dei ragazzi: crescere in un posto e avere voglia di esplorarlo

Giaconi Editore 12 giugno 2026 5 min di lettura

C’è un’età, intorno agli otto anni, in cui un bambino sa muoversi a memoria dentro mondi che non esistono. Conosce le regole di un videogioco, i nomi dei personaggi di una serie, la mappa di un’isola immaginaria. Poi gli chiedi come si chiama la collina che vede dalla finestra di casa, e resta in silenzio.

In quel silenzio non c’è niente di sbagliato. I bambini imparano quello che gli arriva, e quello che arriva di più, oggi, parla una lingua globale e viene da molto lontano. La domanda, semmai, è un’altra: il posto in cui vivono, chi glielo racconta, se non lo facciamo noi?

Un prato di fiori selvatici in piena estate
L’erba alta di un prato d’estate: il micromondo che fa da scenario a Il giardino delle farfalle. Foto: Yana Kuyan su Pexels.

Un luogo si impara quando diventa una storia

Un bambino non ricorderà mai (a meno che non sia già un fervente entomologo, o un archeologo in erba) quante specie di farfalle esistono nelle Marche, o cosa sia la Città di Castro. Lo dimenticherà il giorno dopo averlo sentito, come si dimentica una nozione. Ricorderà invece un’avventura che ne parli, se quell’avventura l’ha tenuto sveglio fino all’ultima pagina.

Funziona così da sempre. Le informazioni si appiccicano alle storie, non viaggiano da sole. Un castello resta in mente perché ci è successo qualcosa, un sentiero perché qualcuno ci si è perso, un museo perché custodiva un segreto. Il territorio entra nella testa di un ragazzino dalla porta del racconto, quasi mai da quella della spiegazione.

Conoscere da dove si viene apre, non chiude

Dietro a tutto questo c’è un timore ragionevole: che insistere sulle proprie origini significhi crescere figli più chiusi, attaccati al campanile, diffidenti verso ciò che sta fuori. Vale la pena prenderlo sul serio, quel timore, perché il rischio esiste quando l’identità diventa una recinzione.

La radice e l’ala, però, non sono in concorrenza. Un bambino che sa da dove viene ha un punto fermo da cui partire, e parte più volentieri. Riconoscere la propria collina non gli impedisce di voler vedere le montagne degli altri: gli dà, semmai, gli occhi per guardarle. I libri che raccontano un luogo nel modo giusto allenano la curiosità. E la curiosità, una volta accesa, non resta mai ferma in un solo posto.

Bastano dieci minuti, la sera

Per chi teme di non avere tempo c’è una buona notizia: non servono gite organizzate né genitori trasformati in guide turistiche. Serve un libro sul comodino e dieci minuti prima di dormire. Un capitolo a sera, e nel giro di una settimana un bambino attraversa una storia intera quasi senza accorgersene.

Un adulto e un bambino leggono insieme un libro all'aperto, immersi nella luce del bosco
Dieci minuti prima di dormire bastano a far cominciare un’avventura. Foto: Andy Kuzma su Pexels.

Nessun senso di colpa, allora, per le giornate troppo piene. Leggere insieme non chiede una pedagogia: chiede una sedia accanto al letto e la pazienza di arrivare in fondo a un capitolo anche quando gli occhi cominciano a chiudersi. Di solito sono quelli dell’adulto a cedere per primi.

Quattro avventure che cominciano nelle Marche

Barbara Cerquetti, scrittrice civitanovese, scrive per ragazzi e fa una cosa rara: mette le Marche dentro le sue storie senza trasformarle in una lezione. La regione è lo sfondo dell’avventura, e mentre i protagonisti corrono dietro a un mistero il lettore si porta a casa, quasi di nascosto, un paesaggio, una tradizione, un pezzo di storia.

Il giardino delle farfalle

€12 · Monti Sibillini

Le protagoniste sono le creature del micromondo, gli insetti che popolano l’erba alta. L’avventura si svolge nel Giardino delle Farfalle, un parco che esiste davvero a Cessapalombo e che protegge la piccola fauna davanti a cui quasi nessuno si ferma. È la storia giusta per chi, dopo averla letta, tornerà a guardare un filo d’erba con un’attenzione nuova.

Il bosco delle lucciole

€12 · Monti Sibillini

È ambientato nel cuore dei Monti Sibillini, in uno sperduto paesetto dove la vita di Paolino e Adele, gli unici due bambini che vi crescono, scorre senza grandi sorprese. Almeno finché non comparirà la Fata Sibilla, custode di quelle montagne e dei loro segreti, a investirli di una missione tutt’altro che semplice.

L’isola perduta

€13 · Riviera del Conero

Segue Marco e Astrid, fratello e sorella, in un’avventura sul Conero, dove riecheggiano storie di pirati, fantasmi, labirinti sotterranei e mitiche città scomparse. Il promontorio, con le sue falesie a picco sul mare, è il teatro perfetto per una storia di mistero.

I ricordanti e la città picena sepolta

€13 · Terre dei Piceni

Elia e Viola sciolgono l’enigma nascosto dietro una città picena, la Città di Castro, i cui resti sono affiorati davvero dal terreno marchigiano. Tra un capitolo e l’altro, brevi approfondimenti sui Piceni fanno avanzare di pari passo il mistero e la curiosità storica, senza che l’uno pesi sull’altra.

Quattro storie diverse, un’unica idea di fondo: che un ragazzino possa divertirsi a leggere e, nel frattempo, scoprire che il posto in cui vive è pieno di cose che valgono un’avventura.

Sfoglia tutte le storie per ragazzi nella sezione Bambini e ragazzi del catalogo Giaconi

Dopo l’ultima pagina

Il giorno dopo aver finito L’isola perduta, c’è da scommettere che un bambino chiederà di andare al Conero a cercare i suoi fantasmi. Dopo I ricordanti, vorrà sapere chi erano davvero i Piceni, e pretenderà di vederli con i propri occhi, quei resti. È il momento in cui un libro smette di essere un libro e diventa una direzione.

Da lì in poi, dove andranno quei ragazzi non lo decide nessuno. Forse resteranno, forse partiranno lontano. Ma sapranno da dove sono partiti, e questo, qualunque strada prendano, è il bagaglio che conta davvero.


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