Prima ancora di nascere: perché iniziare a leggere presto fa la differenza
Famiglie che Leggono
Prima ancora di nascere: perché iniziare a leggere presto fa la differenza
Molto prima di vedere il mondo, un bambino impara a riconoscerne i suoni. Tra tutti, uno gli arriva più chiaro degli altri: la voce di chi lo aspetta, attutita ma costante, è presente ogni giorno nei mesi che precedono la nascita. Quando finalmente apre gli occhi, quella voce è già casa.
È per questo che l'abitudine della lettura non dovrebbe iniziare solo quando il bambino impara l'alfabeto, o quando è già completamente in grado di seguire la storia, ma molto prima. Chi studia gli effetti della lettura lo sostiene da tempo: leggere ai bambini fin da quando sono ancora nella pancia è tutt'altro che inutile. La musicalità delle parole aiuta il bambino nello sviluppo mentale ed emotivo, mentre la voce dei genitori si fa via via più familiare. In questo modo il legame fra genitori e figli si rafforza e il libro diventa un importante strumento di connessione.
C’è poi un beneficio che riguarda chi legge, non solo chi ascolta. Aspettare un figlio è un tempo sospeso, fatto di entusiasmo ma anche di domande e piccole paure, e leggere ad alta voce diventa spesso un modo per attraversarlo con più leggerezza: un gesto che dà ai futuri genitori un ruolo attivo nell'attesa e li rende consapevoli dell'esperienza che stanno vivendo.
C’è infine una componente più fisica, che riguarda il libro come oggetto prima ancora che come racconto: le pagine che si girano, una copertina che torna sempre uguale, il peso di un libro tra le mani. Anche questa è un’abitudine che si costruisce con la ripetizione e che, nei mesi dopo la nascita, continua più facilmente una volta consolidata.
Prima che io nascessi, di Emily Monteverde, è pensato proprio per questo tipo di lettura condivisa. È una storia semplicissima, un viaggio immaginario verso un’isola volante popolata da piante e fiori un po’ dispettosi, che si conclude con l’arrivo di una vita nuova. Per la lettura autonoma è consigliato dai sei anni in su, ma letto ad alta voce da un genitore può accompagnare un bambino molto prima: in gravidanza, o nei primissimi mesi di vita.
Un albo da leggere ad alta voce, fin da prima della nascita
Un viaggio immaginario verso un’isola volante, popolata da piante e fiori un po’ dispettosi, che si conclude con l’arrivo di una vita nuova.
La voce che un bambino riconosce prima ancora di nascere è spesso la stessa che, anni dopo, gli legge una storia la sera prima di dormire. Nel mezzo c’è solo il tempo che serve per trasformare un suono familiare in un’abitudine condivisa.
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