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Valido Capodarca

Valido Capodarca è uno dei primissimi cercatori di alberi monumentali in Italia
Il marchigiano Valido Capodarca, classe 1945, inizia la sua ricerca alla fine degli anni Settanta. Prima di allora erano state realizzate pochissime iniziative riguardanti i grandi alberi nel nostro paese: nel 1927 era uscito un libello curato dal professore Pampanini riguardante gli alberi più grandi della città di Firenze, mentre nel ’54 Paolo Jucker curò Alberi Ornamentali d’Italia, la prima vera pubblicazione a carattere nazionale. Soltanto negli anni Settanta si vedono le prime vere mosse per una presa di coscienza del valore, nonché della diffusione, di quelli che verranno chiamati “alberi monumentali”. Nel 1971 è Franco Tassi, direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, a lanciare l’Operazione Grande Albero, “primo tentativo di censimento generale e capillare dei patriarchi verdi italiani“, come scrive lo stesso Capodarca in un articolo recentemente uscito sulle pagine della rivista Apollinea. Così Valido inizia ad andare in giro per boschi, nelle sue Marche, in Toscana e in Abruzzo, a cercare grandi alberi e spesso si chiedono informazioni al Corpo Forestale dello Stato, al tempo diretto da Alfonso Alessandrini. Giusto per segnalare com’erano diversi i tempi rispetto ad oggi: non di rado i forestali rifiutavano di dare informazioni inerenti la presenza e la dislocazione dei grandi alberi. Ma oramai s’era accesa quella scintilla che porta al cambiamento, e così lo stesso Corpo Forestale avvia il censimento nazionale, regione per regione, portando agli elenchi che ancora oggi, venticinque anni dopo, rappresentano l’abc per qualsiasi amante della natura e cercatore di alberi. Va però segnalato, ahimè, che nello stesso periodo in cui si conduceva questa campagna, lo stesso Alessandrini firmava una circolare nella quale si vietava a tutti i forestali di fornire informazioni. Un provvedimento poco illuminante. Nel mentre Capodarca pubblicava i primi tre volumi dedicati al patrimonio delle regioni Toscana, Emilia Romagna e Marche. Alessandrini e altri forestali mettevano in cantiere i due splendidi volumi Gli alberi monumentali d’Italia, che saranno pubblicati dalle Edizioni Abete di Roma nel biennio 1989-1990, seguiti, nel 1992 dal più compatto Alberi Monumentali d’Italia, a cura di Massimo Cerofolini e Roberto Giuliani. A quel punto il gioco era fatto! Siro Vanelli, in Sardegna, curava il primo volume dedicato al patrimonio sconosciuto dell’isola mentre, progressivamente, le regioni si dotavano di volumi illustrati e patinati dedicati ai rispettivi alberi. E così sono arrivati, fra i tanti, Alberi di Tutti (1989), Alberi monumentali del Piemonte (2000), Le Piante Monumentali della Valle d’Aosta (2001), I Monumenti Verdi di Lombardia (2004), I Grandi Alberi di Sicilia (2007), altri cinque volumi di Valido Capodarca ed i miei “taccuini e volumi per cercatore di alberi”.