“Più diritti per Streghe Malvagie”: donne da raccontare

“Più diritti per Streghe Malvagie”: donne da raccontare

“Più diritti per Streghe Malvagie” è un libro sulle streghe? Come vi è venuto in mente?

È un libro su 25 donne libere, processate dalla storia come eretiche per aver scelto di condurre una vita fuori da regole eteroimposte dalla società. Non è possibile ricondurre la genesi del libro ad un solo momento di illuminazione, cioè un’eureka. I momenti genetici sono stati molteplici: in primis si è sviluppata la consapevolezza del ruolo della donna nella società odierna; poi la ricerca di modelli di riferimento di donne che hanno ‘sopravvissuto’ in un mondo a misura d’uomo; l’individuazione di modelli di donne “della porta accanto”, della nostra terra che hanno vissuto felici; infine, la decisione collettiva, di tutto il nostro gruppo chiamato Sabba delle Domenica, di voler riscattare queste donne dimenticate raccontandole da un punto di vista ‘nuovo’: quello femminile. Allo stesso tempo ogni storia contiene anche altri messaggi ritenuti importanti per la corrente di femminismo intersezionale a cui ci allineiamo: il rispetto delle minoranze, il biasimo verso chi si oppone a cambiamenti e scelte che riguardano singoli individui e non la collettività, l’accoglienza delle straniero, la lotta contro il cambiamento climatico, la tutela dell’ambiente, l’importanza dell’educazione, la riscoperta dei luoghi marchigiani e l’incoraggiamento verso un turismo culturale regionale.

Come avete scelto le protagoniste da raccontare?

Sono le protagoniste che ci hanno scelte, come la bacchetta sceglie il mago. È bastato decidere il tema e poi una volta individuato, ogni domenica, una donna diversa ha bussato alla nostra porta e si è seduta con noi ai nostri Sabba per raccontarsi. Noi abbiamo soltanto preso appunti.

In che modo queste storie possono interessare e ispirare lettrici e lettori?

Per i messaggi contenuti che non devono essere ingeriti con il naso tappato come lo sciroppo, ma devono essere interrogati come un oracolo: perché mi state dicendo questo? Lo condivido? Mi ci ritrovo? Solo così possiamo sperare di fare la differenza con questa raccolta. Un’altra ragione per cui trovo che i racconti siano interessanti è la sostituzione del punto di vista narrante, dallo sguardo maschile a quello femminile: siamo donne che raccontano di donne. Perché solo una donna può sapere come un’altra ama, odia e muore.
Vi lascio con una scena di un film che adoro: Stage Beauty. Siamo nella Londra del diciassettesimo secolo, nei teatri va in scena Shakespeare e solo agli uomini è concesso interpretare ruoli femminili fino a quando un’ordinanza della Regina non restituisce alle donne le loro parti. Molti attori perdono il lavoro: tra questi c’è l’attore Ned, famosissimo per la sua Desdemona, interpretato da Billy Crudup, geloso dell’attrice Maria, interpretata da Claire Danes, che l’ha sostituito nel ruolo della protagonista in Othello. Mentre Ned cerca di spiegare come muore Desdemona a Maria, lei dissente: “Ho sempre detestato la tua Desdemona. Non hai mai lottato! Semplicemente morivi, in modo bellissimo! Nessuna donna morirebbe mai in quel modo, non importa quanto lei lo amasse. Una donna avrebbe lottato!”.

Un lavoro corale, quello del “Sabba della Domenica”, collettivo di donne marchigiane unite nello sforzo comune di raccontare, tra verità e immaginazione, altre donne che in passato hanno scartato dalla regola per tracciare la propria via.

 

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