Tra la terra e le stelle, passando attraverso il mondo dell’acqua: Luigi Finucci

Tra la terra e le stelle, passando attraverso il mondo dell’acqua: Luigi Finucci

Insegnante di nuoto e appassionato di scrittura e poesia: Luigi Finucci, da dove nasce la tua poetica?

Ho spesso ragionato sul senso della poesia e credo che aleggi poco più in alto delle nostre teste, e da lì sicuramente la realtà è tutta un’altra cosa.
La poesia, per me, è un groviglio di sensazioni grandiose nascoste nella quotidianità. Descriverle (o almeno provarci) è cercare di fare poesia.
Sicuramente è anche ricerca di un linguaggio che non scada nel banale, accurato. Ricerca che porta dritti dritti all’essenza delle cose e della parola, e come una preghiera dà la giusta sacralità ai temi trattati.

C’è una differenza fra lo scrivere poesia per adulti e fare poesia (o filastrocche) per bambini?

Il filo conduttore è cercare di mostrare un lato delle cose nascosto, dare al mondo un nuovo volto.
La differenza invece credo si trovi nel linguaggio e nella musicalità, anche se per fare buona poesia per bambini(o filastrocche) leggo molti autori per adulti. Gli autori del passato sono ottimi consiglieri.

A proposito di passato, il tuo libro per ragazzi “Il paese degli Artigiani” parla proprio di questo: mestieri, spesso artigianali, che tornano a vivere attraverso le parole del tuo racconto.

Sì, perché le storie del passato nascondono sempre degli insegnamenti e, seppure in altre epoche, sono delle chiavi di lettura per il nostro presente. Con “Il paese degli Artigiani” volevo tramandare questo insegnamento: ormai in una società dove la tecnologia la fa da padrone, l’uomo deve abbracciare l’innovazione ma non deve diventare strumento, bensì sono le tecnologie che devono essere strumenti nelle mani dell’uomo.
Pensare ad uno stile di vita fatto a misura di uomo e non in base all’economia o a ritmi sfrenati. Dunque rivolgersi al futuro ma avere un bagaglio di esperienze che vengono dal passato.
“Il paese degli Artigiani” è un elogio alla lentezza e alla cura, come è scritto nell’incipit.

Dalla terra alle stelle: raccontaci “L’aspirante Astronauta”.

Sì, diciamo che il filo che lega questi miei lavori è la magia. Nel paese degli Artigiani la magia risiede nella mano dell’uomo che pensa un oggetto e attraverso la mano lo realizza come un mago. Nell’Aspirante Astronauta la magia risiede nell’immaginare un viaggio tra le stelle, nello spazio. La differenza sostanziale, come scrivo nella filastrocca “ho la febbre e penso a Mercurio”, sta tra gli occhi di un adulto che pensando a Mercurio pensano al liquido contenuto nel termometro, mentre il bambino punta gli occhi al Pianeta. L’aspirante Astronauta ci lascia questo messaggio: viaggia, vedi, ma non dimenticare le tue radici.
Andare lontano fino alla fine del sistema solare, ma non dimenticare le cose importanti che hai vicino come gli amici, la natura, la famiglia. Se si hanno radici forti, si potrà arrivare fino a Plutone senza sentirsi mai solo.

Nuovi progetti?

È in cantiere un nuovo progetto sul mondo dell’acqua, elemento a me caro, poiché è parte integrante del mio lavoro. Diciamo che dal punto di vista tecnico lo sento come il lavoro più riuscito, poi ci saranno le illustrazioni di mia sorella Beatrice che è una grafica e ci sarà una nota introduttiva da parte della Federazione Italiana Nuoto, ma non vi svelo troppo. Non vedo l’ ora di vedere il lavoro finito, e qui un ringraziamento particolare a Simone, dove trovo sempre appoggio alle mie idee, a presto!

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