L’Isola Perduta – Viaggio tra i ricordi del Conero

 10,00


di Barbara Cerquetti


Età di lettura: 9-10 anni


Chi avrebbe mai detto che il Monte Conero, splendido promontorio a picco sul mare, faccia riecheggiare avventurose storie di pirati, visioni allucinanti, fantasmi, labirinti sotterranei pieni di tesori nascosti e città scomparse. Per Marco ed Astrid, eredi del famosissimo Museo del Bottone, inizia così un cammino pieno di avventure accompagnati dallo stralunato fantasma di un marinaio.

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  1. Giaconi Editore

    Dal sito L’Indiscreto, il Quotidiano delle Marche – http://www.lindiscreto.it/macerata/22500-civitanova,-i-racconti-fantastici-di-barbara-cerquetti

    CIVITANOVA, I RACCONTI FANTASTICI DI BARBARA CERQUETTI
    di Mauro Torresi

    CIVITANOVA – Labirinti sotterranei, città scomparse e personaggi provenienti da una dimensione mitologica e leggendaria. Sullo sfondo, il territorio delle Marche.

    Nei suoi racconti, Barbara Cerquetti unisce ognuno di questi elementi fantastici, creando storie per ragazzi ambientate nella Regione. La scrittrice, che vive a Civitanova, ha sempre avuto la passione per la narrazione, già da piccolissima. Dopo aver lavorato per anni nel settore delle librerie, nel 2005 Cerquetti ne ha aperta una propria in centro, La Mondadori, insieme a suo marito. Oltre all’occupazione principale, la scrittrice è impegnata nel campo della narrativa per i giovanissimi, per far conoscere loro i luoghi delle Marche e per far capire che avventure meravigliose possono essere vissute anche qui. Così, sono nati due romanzi, entrambi editi dalla Comunication Project di Recanati: “Il bosco delle lucciole” (2011) e “L’isola perduta” (2013).

    In un’intervista a L’Indiscreto, Barbara Cerquetti ha raccontato la sua esperienza nel campo della scrittura.

    I boschi, le montagne e gli altri ambienti naturali marchigiani hanno il potere di stimolare la fantasia di chi crea una storia? “Assolutamente sì. Credo che il bosco sia, anche nell’inconscio, un luogo ricco di significati, di metafore, di paure e di misteri. I nostri, in particolare, sono luoghi meravigliosi, spesso non conosciuti. Ad esempio, tempo fa mi trovavo a fare una passeggiata sulle gole del Fiastrone. Mentre camminavo in questo posto meraviglioso, mi sembrava di passeggiare in zone della Nuova Zelanda, nelle ambientazioni de “Il signore degli anelli”. I nostri luoghi vanno rivalutati”.

    Quanto lavoro c’è dietro a un suo libro? “Il lavoro più grande riguarda la strutturazione della trama. Inizialmente, preferisco pianificare i contenuti della storia e decidere come svelare i misteri narrati. La stesura successiva, invece, è più rapida. Possono esserci anche molti momenti di blocco. Con “L’isola perduta” mi è capitato di fermarmi, cancellare quattro capitoli, riadattare la trama e ripartire”.

    Che risposta riceve dai lettori più piccoli? E la seguono anche i grandi? “Ho una risposta sorprendente. Quello che mi ha incantato è ricevere letterine o messaggi su Internet di ragazzi che, dopo aver letto i miei libri, hanno voglia di andare sulla Sibilla o al lago di Pilato, per vedere quei posti. Per me è una grande soddisfazione, perché significa aver raggiunto quello che mi proponevo. I grandi, invece, possono passare del tempo libero con i loro figli, facendo queste gite oppure leggendo con loro. Nei genitori noto la voglia di riscoprire le letture che, magari, nel passato non hanno avuto”.

    Quale esperienza ha avuto, in questi anni, nella pubblicazione delle opere? “Da ragazza ho provato a inviare il materiale a concorsi letterari o alle case editrici, ma non ho mai avuto un ritorno. Così, anni fa, ho aperto un blog, per postare i miei racconti. In un momento successivo, ho conosciuto l’editore Simone Giaconi e, parlando con lui, abbiamo notato che avevamo degli intenti in comune. A lui ho proposto una storia, una bozza de “Il bosco delle lucciole”. Da lì è partita la nostra collaborazione”.

    Consiglierebbe ad una persona del nostro territorio, soprattutto a chi è più giovane, di avviare una carriera in questo settore? “Io consiglio questo: se hai una passione per la scrittura, portala avanti, perché serve per esprimerti. Non è così facile, però, riuscire a tramutare la passione in una carriera, nel periodo in cui viviamo e in questo Paese. Non è impossibile farcela, ma potrebbe essere improbabile. Almeno all’inizio, è complicato trarre reddito solo da questa attività”.

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