Desirée Farabollini

Nasce una mattina d’autunno, il 17 novembre del 1992. L’infanzia la trascorre tra le mura di un piccolo ma stupendo borgo medievale. Una bellezza, quella di Montecassiano, in grado di ovattare i dolori ed i rumori cui da adolescenti si è soliti passare attraverso. Finito il liceo, decide di non sapere cosa volere dalla vita. Un viaggio a Londra, con lo scopo di sentirsi nessuno e di capire che al mondo si è veramente “nessuno”: pura potenzialità. Spoglia dei pregiudizi, torna dall’Inghilterra con una nuova mentalità, talmente
nuova da portarla a compiere scelte audaci e poco comprese, per intraprendere due nuove avventure: la famiglia e l’università. La combinazione di queste due esperienze, il loro succedersi ed intrecciarsi, innescano la voglia di scoprire e di scoprirsi, di trovarsi. Ne nasce la consapevolezza di poter lavorare sodo per mettere i propri sogni su carta. E proprio carta e penna sono i due compagni fedeli, nelle noti umide di lacrime e nei giorni di grida mute. Carta e penna per tracciare le tappe dei successi, per ricordare quelle dei fallimenti, per guardare le proprie ambizioni e segnare i traguardi da abbracciare. Dopo interminabili pagine di quaderni scritti in prima persona, decide di prendere dei nuovi fogli, che abbiano tante righe quante sono le vite che abitano questo pazzo mondo. Inizia con i colori di Giulia, con i suoi tratti urlati, arrabbiati, poi calmi. Ad ogni parola fatta pronunciare alle sue sfumature è una catarsi. Ed ecco che si ritrova a voler dare voce ad una tela, senza accorgersi di aver dato voce alla sua anima.